L’identikit del giocatore d’azzardo online

 

L’identikit del giocatore d’azzardo online

Nel 2017 la spesa degli italiani nel gioco d’azzardo online ha raggiunto quota 1,38 miliardi di euro.

E’ quanto apprendiamo dall’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano.

Il valore, in crescita rispetto a quello fatto registrare due anni fa, è frutto soprattutto del recupero dei flussi di denaro dal circuito irregolare, vale a dire quello non autorizzato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e da un lento ma costante processo di migrazione verso l’online della pratica di fare acquisti da parte degli italiani.

Proprio su quest’ultimo punto sono interessanti anche i dati resi noti dall’ISTAT, l’Istituto Nazionale di Statistica, qualche mese fa.

Gli internauti che almeno una volta hanno fatto shopping online l’anno passato sono stati il 53%, un valore in crescita rispetto al 50,5% del 2016. Soprattutto, il 43,2% di coloro che non hanno fatto compere ha comunque ammesso di essersi informato in Rete su prodotti o servizi e di avere tuttavia venduto qualcosa a mezzo web.

Tornando al report dell’Osservatorio Gioco Online del Politecnico di Milano, scopriamo che l’identikit del giocatore tipo non sembra mutare sensibilmente nel tempo. Continua, infatti, a essere un uomo (82%) del centro o sud Italia (70%) e con un’età compresa fra i 25 ed i 44 anni (53%).

Ma è suddividendo quel miliardo e poco più per tipologia di gioco che balzano agli occhi indicazioni interessanti.

Una fetta pari al 41% è rappresentata dai casinò games, come quelli che troviamo su https://casino.netbet.it/, arrivati a toccare quota 569 milioni di euro (+29% rispetto al dato del 2016). Alle loro spalle, ma vicinissime, ecco le scommesse sportive con 556 milioni di euro (+59%), pari al 40% del totale.

E sarà interessante scoprire come il betting chiuderà il 2018. Perché Agimeg, l’Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco, ha già fatto sapere che solo i match collegati ai mondiali di Russia 2018hanno raccolto puntate per un totale di 465 milioni di euro.

Infine il poker, nelle due versioni da torneo e cash game, con 144 milioni di euro (+4) pesa per un 10%, mentre il restante 9%, 107 milioni (+12%), è rappresentato da un insieme di attività, a cominciare dalle scommesse virtuali.

Insomma, una crescita davvero vertiginosa. Considerando soprattutto la breve storia di questo settore. Perché in Italia le scommesse a distanza sono state autorizzate solo nel 2002, tanto per cambiare in occasione di un grande evento come furono i mondiali di calcio disputati in Corea del Sud e Giappone; le prime partite a poker online sono arrivate solo nel settembre del 2008, avvicinandosi quindi al traguardo della torta con dieci candeline; infine, solo nel 2011 fu messo in atto un processo di legalizzazione di tutti quei casinò online già attivi e sui quali gli utenti italiani giocavano da tempo.

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