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Il tweet più triste

Era il 28 febbraio del 2012 dove il famoso social networking di San Francisco batteva la notizia di rilevanza istituzionale in largo anticipo( ben 45 minuti) rispetto ai massimi media tradizionali sulla morte dell’ ex presidente della Repubblica Italiana Scalfaro con un tweet da parte del professore universitario Alberto Gambino suo amico e collaboratore; ma ancora prima nel 2010 fu inviato il primo Tweet direttamente dallo spazio da parte dell’astronauta Timothy Creamer.

Dal lontano 2006, da degli appunti raccolti su normali fogli a righe, nasceva uno dei massimi siti di social networking, noto come Twitter che pian piano è divenuto uno dei massimi social media al pari di Facebook e Instagram.

Non passano giornate dove artisti, politici, sportivi, uomini e donne dello spettacolo, oltre ai fanatici e ai più assidui sostenitori dei social media, non tweettino informazioni, news e quant’altro ogni giorno minuto o secondo; una mania quella scatenata da Twitter tale da far entrare anche nel normale lessico il termine Tweet.

Però, come i Tweet del 2012 e del 2010, anche quello del 2015 segnerà una svolta per il più importante uccellino del web: Twitter annuncia il licenziamento di 4100 dipendenti sparsi nei 35 uffici dell’azienda sparsi nel mondo.

Jack Dorsey, attuale Ceo di Twitter, ha annunciato una drastica ristrutturazione organizzativa che porterà un profondo taglio della forza-lavoro per invertire la tendenza negativa di un netto rallentamento della crescita rispetto ai competitors diretti come Facebook.

Un “tweet”molto amaro quello di Dorsey che di certo non ha giovato molto al titolo in borsa che vede perdere valore per ben 14%; nulla di davvero molto grave se è bastato un’ altro tweet stavolta però da parte di Steve Ballmer, ex amministratore di Microsoft, che con l’annuncio del suo acquisto del 4% delle azioni societarie di Twitter ha fatto schizzare in alto il titolo della società stessa nella borsa di Wall Street.

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